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mercoledì 17 settembre 2014

Cappellino e la grande diga.


C'era una volta una grande distesa artificiale d'acqua artificiale, creata apposta per dissetare il borgo di Cappellino, vicino Nuca di Sotto.

Con quella si irrigavano campi, si riempivano fontane, si lavavano mani e piedi, si riempivano bicchieri e si facevano scherzi sadici, incluso quello che state immaginando, cari bambini.

Un giorno la troppa pioggia fece esondare la diga, cosa che avrebbe potuto provocare disastri di proporzioni immani, ma fortunatamente rimasero tutti illesi almeno finché un cavo elettrico caduto per caso nella diga non fulminò tutti, ma proprio tutti tutti.
 
 

Su questo link non c'è un bel niente! Premilo con gioia!

lunedì 11 febbraio 2013

Il cigno e la trota.

Nel laghetto del ruscello dorato vivevano una trota salmonata e un cigno salmonato.
Erano molto amici, finché un giorno non litigarono per una banale questione di donne e si sfidarono in una gara davvero singolare.
“Vediamo chi corre più veloce”, disse il cigno.
“Perderai di sicuro”, disse la trota.
“Lo vedremo al fotofinish”, replicò il cigno.
E venne il giorno della gara.
Il giudice dette inizio alla competizione, sparando un colpo di pistola sul cigno, che si accasciò sull’acqua.
La trota si era comprata il giudice.

Se clicchi qui puoi vincere fino a otto lavatrici a tue spese! 


venerdì 8 giugno 2012

Pirù, lo gnomo sfortunato.

Nel bosco di Franchezza, viveva lo gnomo Pirù, il più basso degli gnomi perché alto circa un centimetro e mezzo.
In tutta Franchezza tutti lo conoscevano come lo gnomo che non finiva le parole.
Infatti, per un problema verbale ereditato da nonna Pacchia, Pirù non era in grado di parlare correttamente.
Una sera andò da mastro Cane a fare la spesa. Gli disse: “Caro Mastro Cane, mi servirebbero per piacere due arance gnome, quattro bacche, un secchio d’acqua fresca, un crine d’asina e del latte di birra.”
Il mastro Cane non capì nulla del suo discorso, ma proprio niente.
Era evidente che Pirù non parlava bene.
Così Pirù gli chiese, scandendo bene le parole: “Mastro Cane, devo forse ripetere quello che le ho appena detto?”
Mastro Cane lo guardò storto.
Povero Pirù, che non si capisce nulla di quello che dice.
Il sindaco di Franchezza, Franchino Carate Brianza, lo soppresse con la ‘nduja calabra.

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