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venerdì 8 gennaio 2016

Il principe a cavallo a cavallo

C’era una volta un principe a cavallo che faceva tutto a cavallo.
La doccia a cavallo a cavallo, il gioco del tennis a cavallo a cavallo e, di notte, dopo i pacchi, andava a letto a cavallo, sul cavallo.
Un principe amava davvero i cavalli. E come dargli torto... I cavalli, si sa, sono amorevoli e totalmente bio.
Un giorno il principe e il cavallo guadarono il fiume a cavallo e raggiunsero la vecchia casa del mago Antonello da Messina, vero nome di Leonardo da Vinci, pseudonimo di Peppino di Capri.
TOC TOC, fece il principe sceso da cavallo del cavallo bussando alla porta.
Chi chi?, rispose il mago. CHI CHI? RISPONDENTE! SUBITANTE!
QU OSE PARLANTE NEL MOTO COSI’? EHN?, rispose il principe. NINGUNO POTE CIARLARE SU PRINCIPESCO CHE STANTE SU CABALLO USANTE TANTA ARDAZZA!
Insomma, il mago non sapeva parlare ma nemmeno il principe era in grado di rispondere.
Così si presero a cazzotti, mancandosi, perché non solo non riuscivano a parlarsi, ma nemmeno a vedersi.
A furia di dare botte al vento, il vento si arrabbiò e creò una mega tromba che risucchiò mago e principe.
Al cavallo non rimase altro da fare che tornare a cavallo alle stalle, dove lo attendeva un cavallo di troia con dentro la morte.


Guarda la fiaba qui!

mercoledì 5 settembre 2012

Il principe cane e la regina slovacca.

Nella lontana terra di Germinario, c’era un principe con la faccia di cane e sua mamma, la regina Slovacca proprio non se ne faceva una ragione.
Come poteva un bel ragazzo come il suo figliolo avere quella brutta faccia di cane?
“Che fare?”, si domandava notte e giorno, lasciando al suo consorte tutto il resto delle faccende.
La regina in effetti era troppo occupata a chiedersi “che fare?”
Quando al compimento dei diciotto anni si scoprì che in realtà la faccia di cane era un adesivo facilmente staccabile con un po’ di sapone, fu subito festa, con palloncini, spumanti, donne vergini e non, carte, briscole e tanti tanti balli sfrenati, che durarono fino all’alba, quando un petardo ricordò a tutti che erano le sei e bisognava avviarsi sul luogo di lavoro.
Ah, se solo quel petardo fosse esploso in cielo.





mercoledì 27 giugno 2012

Il principe bruttissimo e la scarpetta.


C'era una volta un principe bruttissimo, talmente brutto che nemmeno i rospi volevano baciarlo.
Era più brutto di una palude puzzolente marrone piena di topi morti e di rane velenose morte di sifilide fulminante morta.
Era proprio orribile.
Una sera a palazzo il re prese il principe da parte, indossò i guanti e strattonandolo con ribrezzo gli disse: “Tu sei brutto! Sbrigati o morirai!”
Il principe, udite quelle parole sagge e intelligenti, decise di cercare la sua sposa, girando per tutte le case del reame con una scarpa in mano.
Quando bussava nessuno gli apriva perché pensavano: “Ma chi è costui così brutto con una scarpa in mano? Sarà un pazzo? Non bisognerebbe riaprire i manicomi? Non bisognerebbe riaprire le case chiuse?”
Ma il principe non si dette per vinto.
Dopo lungo peregrinare, infatti, una anziana signora gli aprì la sua casa, poi infilò gli occhiali e visto quant'era brutto gli gettò violentemente uno zoccolo di ferro in mezzo alla testa uccidendolo nel giro di una buona mezz'oretta.

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