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martedì 3 marzo 2015

La gallina Cocò e la mano fatata.

Nell'aia in fondo al villaggio viveva felice la gallina Cocò e un codazzo intero di galli spasimanti che vivevano per lei.
Il frate contadino che soleva accudirli dette un nome a ciascuno di loro: c'era il gallo Emilio, Cadeddu, Ferdinando, Matrimonio, Loberto, Rancesco, Anco, Marzio e Tullio Ostilio.
E poi il più vecchio di tutti: Testacieca l'aveva chiamato, poiché aveva una zampa rotta.
La gallina Cocò, da vera signora qual era, starnazzava come una sciantosa lungo tutto il perimetro dell'aia, finché un giorno una mano fatata non la prese per il collo, uccidendola.
Cocò finì in brodo e molti bambini che ne bevvero vissero felici e contenti.

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lunedì 7 luglio 2014

Mora Bella si innamora.

Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di un bel ragazzo moro dai capelli biondi e dalla carnagione molto chiara.
Era chiaro, era ovvio che qualcosa stava accadendo tra di loro.
Qualcosa di magico, qualcosa di sincero, qualcosa di amore.
Il ragazzo moro però nascondeva un segreto: un gatto.
La ragazza, venuta a conoscenza del segreto si uccise dalla disperazione gettando tutta la sua eredità alle ortiche, ora piene di gioielli e denaro contante.


 

venerdì 6 luglio 2012

La regina va al mare e il re va in montagna.


Chi l’ha detto che bisogna andare sempre d’amore e d’accordo?
Chi?
Certe cose proprio non si sanno.
Nello stato di Carcassa, il re e la regina Carcassa non andavano affatto d’accordo.
Uno diceva: “Che ore sono”?
E l’altra rispondeva: “No grazie, non ho fame”.
Proprio non si capivano.
Così il re un giorno se ne andò in vacanza al mare e la regina in montagna, convinti di andare in vacanza insieme.
Bella sciocchezza!
Arrivati a destinazione non riuscivano a trovarsi.
Si cercarono e si cercarono e si cercarono ma niente.
Non ci fu verso.
Di loro non si seppe più nulla.
Anzi, si seppe qualcosina ma nulla di importante.
Quisquiglie.

martedì 26 giugno 2012

Gianni il giaguaro.

Nel caldo deserto del Sahara, viveva un giaguaro chiamato Gianni, proprio perché guardandolo aveva la tipica faccia da Gianni.
Un giorno il giaguaro stava facendo una delle sue camminate digestive.
Guardandosi attorno disse: “Però, qui oggi non c’è un’anima viva!”
Ma degli uomini appostati in gran segreto dissero: “Orpo, un giaguaro che parla!”
Lo catturarono, piazzando una tagliola a forma di donna nuda.
I bracconieri dapprima lo vendettero allo zoo di Unghia, la capitale occidentale di Gamba, poi lo usarono in tv come pubblico dei programmi della domenica per generare polemiche e scandali di cui parlare con gli psicologi dai capelli lunghi.
Alla fine però fu arrostito alla sagra del giaguaro di Rovinate di Sotto in provincia di Milano.
Un panino due euro. Tre panini, cinque.

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