Tutti i bravi bambini che studiano si meritano la tanto sudata promozione e ovviamente anche un po’ di deodorante.
I bambini cattivi invece, o quelli più somarelli, meritano botte, bacchettate, mazzate sulle gengive, legnate e note sul registro.
Nella scuola "Aldo Maria Cospirazionale" dedicata all'illustre scopritore di modelle, i bambini erano tutti somari, proprio perché pensavano solo e soltanto ai giocattoli e al denaro.
La maestra Ludovica Malaparata era costretta a usare le maniere forti, a partire dal semplice rimprovero al bidello financo all'utilizzo del gesso per scrivere sulla lavagna.
Metodi poco ortodossi che le valsero il soprannome di “Maestraccia”.
Un giorno però un bambino ripetente e particolarmente indisciplinato le fece perdere la pazienza talmente tanto che fu costretta a togliergli la parola togliendogli la bocca. E, giusto per non far sentire il resto della classe esclusa dal gioco, a togliere le bocche a tutti i bambini boccamuniti.
Nella scuola, finalmente, ritornò la pace per anni.
Le favole che parlano al bambino che c'è in te, traumatizzandolo.
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lunedì 8 giugno 2015
La maestra birichina.
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giovedì 4 giugno 2015
Tesorino, il bimbo campione.
Lassù sulle montagne viveva una famiglia talmente felice che la loro casa era sempre piena di sole, di alberi in fiore e di brutte bestie monocorno con le ali.
Tesorino era un piccolo campione in carica di diversi sport invernali, praticati tutti rigorosamente al chiuso: supergigante o super G, surf-ski, snow surf, ski-roll, slittino su ghiaccio, sci di fondo su ghiaccio e staffetta su ghiaccio.
Era un campione in ciascuna disciplina.
Grazie al metodo del suo maestro di sci, il teutonico Aristoteles Papadopulos, aveva imparato a vincere ogni gara grazie ad un trucchetto tanto semplice quanto efficace: uccidere tutti gli avversari.
Ben presto non ci fu più nessuno contro cui gareggiare e Tesorino si impiccò dalla disperazione e la famiglia continuò ad essere felice poiché vi era comunque una bocca in meno da sfamare.
Tesorino era un piccolo campione in carica di diversi sport invernali, praticati tutti rigorosamente al chiuso: supergigante o super G, surf-ski, snow surf, ski-roll, slittino su ghiaccio, sci di fondo su ghiaccio e staffetta su ghiaccio.
Era un campione in ciascuna disciplina.
Grazie al metodo del suo maestro di sci, il teutonico Aristoteles Papadopulos, aveva imparato a vincere ogni gara grazie ad un trucchetto tanto semplice quanto efficace: uccidere tutti gli avversari.
Ben presto non ci fu più nessuno contro cui gareggiare e Tesorino si impiccò dalla disperazione e la famiglia continuò ad essere felice poiché vi era comunque una bocca in meno da sfamare.
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venerdì 22 maggio 2015
Il gambero che voleva andare avanti.
C’era una volta un gambero giovane, di quelli che li vedi per strada che indossano le cuffiette, i pantaloni a vita bassa che fanno tendenza e portano le mutande di fuori che sennò gli amici ti giudicano male.
Era un gambero davvero forte, di quelli che non gli daresti una lira ma magari una casa gliela potresti anche intestare.
La cosa bella del gambero era che era stanco di andare indietro.
Lui era giovane e guardava avanti.
Era in tutti i centri sociali, guardava MTV, aveva il casco aerografato, truccava all’ultima moda i motorini finché divenne sindacalista, poi progressista, fino a quando arrivò a guidare la marcia che portò alla controriforma del ’19 e al congresso dei gamberi, che sancì a gran voce la sua morte.
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martedì 3 marzo 2015
La gallina Cocò e la mano fatata.
Nell'aia in fondo al villaggio viveva felice la gallina Cocò e un codazzo intero di galli spasimanti che vivevano per lei.
Il frate contadino che soleva accudirli dette un nome a ciascuno di loro: c'era il gallo Emilio, Cadeddu, Ferdinando, Matrimonio, Loberto, Rancesco, Anco, Marzio e Tullio Ostilio.
E poi il più vecchio di tutti: Testacieca l'aveva chiamato, poiché aveva una zampa rotta.
La gallina Cocò, da vera signora qual era, starnazzava come una sciantosa lungo tutto il perimetro dell'aia, finché un giorno una mano fatata non la prese per il collo, uccidendola.
Cocò finì in brodo e molti bambini che ne bevvero vissero felici e contenti.
Clicca qui e scopri la magica magia!
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Ubicazione: Milano
Lombardy, Italy
venerdì 6 febbraio 2015
Il vecchio pazzo
C’era una volta un castello abbandonato sul cocuzzolo di un monte, proprio abbandonato lì a se stesso, senza cure e senza badanti.
All’interno di questo castello buio e marcio viveva un vecchietto di 345 anni di nome Vittorio, ma con la V pronunciata forte.
Vittorio.
I suoi anni cominciavano a pesargli, così si riunì da solo nella immensa stanza delle pozioni e creò il magico intruglio della vitalità, capace di restituire anni e portafogli rubati.
Vittorio scese da 345 a 234 e per poi arrivare a 77 anni.
Una bella età insomma, veneranda ma pur sempre età.
Si guardò allo specchio e si accorse ben presto di aver perso anche una decina di tonnellate di rughe grazie alla pozione.
Era diventato finalmente un bel signore sulla cinquantina, ma di 77 anni.
L’invidia però è una brutta cosa e lo specchio che aveva nei secoli imparato a parlare, lo sfotteva dandogli del pazzo.
Ma una notte, preso dalla vergogna, lo specchio si ruppe in mille pezzi.
Non riuscendo a riattaccarli tutti, il vecchio morì di follia.
Lo specchio aveva ragione.
La regina più bella.
Si sa, tutte le bimbe buone vorrebbero diventare principesse per vestire in modo principesco, vivere in maniera regale e mangiare intere faraone.
Nel castello di Paranoia viveva la principessa più bella della Terra.
Aveva due occhi, dei capelli e una bocca.
Una bellezza indescrivibile.
Aveva un codazzo interminabile di spasimanti e ogni suo desiderio era un ordine.
Tutti erano ai suoi piedi, ma non le scarpe, poichè aveva un unico grande difetto: un porro enorme sul calcagno.
Mago Cataldo, però, lo stregone del castello, decise di farle un sortilegio risolutivo.
Così, pronunciò la parola magica.
“Svitol!”, disse, e il porro magicamente si svitò.
E insieme a quello si svitò anche il piede, le gambe, il corpo, i corpi degli altri e gran parte del mondo intero.
Accidenti, che parola magica potentissima!
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martedì 9 dicembre 2014
La strega Berenice e la maga Berenice.
Alle due estremità del villaggio Uffaperò vivevano la strega Berenice e la maga Berenice.
Berenice odiava Berenice perché Berenice era buona mentre Berenice era cattiva.
L'una detestava l'altra con tutto il cuore mentre l'altra detestava l'una con tutto il cuore.
Berenice mandò a Berenice la sua vice Beatrice, con un cesto di ciliegie, quattro mice e tre camicie.
Berenice, colta alla sprovvista, le spedì insalata mista, percorrendo la via giusta con il vino nella busta.
Berenice fu felice e anche Berenice fu felice.
Al di là delle montagna arrivò di colpo un temporale.
Bastò un fulmine e all'istante morirono tutte di crepacuore.
Che dolore!
giovedì 6 novembre 2014
Robin U e la foresta verde.
Nella foresta di Westwood viveva un tale chiamato Robin U.
Robin U vestiva sempre di nero, ma sempre sempre, tant’è che di notte nessuno lo riconosceva.
Tutti infatti gli dicevano: “Chi sei, oh tu, vestito di nero?”
“Ma come, non mi riconoscete? Sono Robin U!”
“Robin U!”, gli dicevano “Ma perché non ti vesti di un altro colore che così somigli a un bagarozzo?”
Lui ci pensò per un paio d’anni e capì che il commento forse non era del tutto inappropriato.
Così si vestì di verde dalla testa ai piedi.
Ma quando diede inizio alla deforestazione del bosco di Westwood lo scambiarono per una quercia nana e gli tagliarono le gambe.
mercoledì 17 settembre 2014
Cappellino e la grande diga.
C'era una volta una grande distesa artificiale d'acqua
artificiale, creata apposta per dissetare il borgo di Cappellino, vicino Nuca
di Sotto.
Con quella si irrigavano campi, si riempivano fontane, si
lavavano mani e piedi, si riempivano bicchieri e si facevano scherzi sadici,
incluso quello che state immaginando, cari bambini.
Un giorno la troppa pioggia fece esondare la diga, cosa che
avrebbe potuto provocare disastri di proporzioni immani, ma fortunatamente
rimasero tutti illesi almeno finché un cavo elettrico caduto per caso nella
diga non fulminò tutti, ma proprio tutti tutti.
Su questo link non c'è un bel niente! Premilo con gioia!
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lunedì 7 luglio 2014
Mora Bella si innamora.
Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di un bel ragazzo moro dai capelli biondi e dalla carnagione molto chiara.
Era chiaro, era ovvio che qualcosa stava accadendo tra di loro.
Qualcosa di magico, qualcosa di sincero, qualcosa di amore.
Il ragazzo moro però nascondeva un segreto: un gatto.
La ragazza, venuta a conoscenza del segreto si uccise dalla disperazione gettando tutta la sua eredità alle ortiche, ora piene di gioielli e denaro contante.
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mercoledì 30 aprile 2014
L’asino e lo specchio.
Carabattolo era un asino simpatico e onesto.
Mai un furto, mai una rapina, mai un inseguimento, mai nemmeno un tentativo di corruzione.
Un asino onesto insomma, un asino come pochi.
Ogni sera si metteva davanti al suo desco e si chiedeva: “Ma cos’è il desco?”
E il desco giù a ridere a crepapelle.
Quando l’albero delle nocciole, suo grande amico, gli regalò il suo primo specchio, lui fu felice di prenderlo in dono.
Per sdebitarsi, gli regalò il suo desco, tanto non sapeva cosa farsene.
L’albero lo ringraziò scuotendo le fronde e facendo cadere su Carabattolo migliaia di nocciole.
Carabattolo morì all’istante.
Lo specchio si ruppe e anche da morto, il povero asinello, fu perseguitato da 7 anni di disgrazie.
Clicca qui e per i primi otto subito in omaggio un pratico nonnulla!
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venerdì 29 novembre 2013
La piccola Rosaria e la sua stellina.
In barba alla legge sulla privacy, le stelle ci guardano, è risaputo e la piccola Rosaria ricambiava con molto piacere.
Non c'era notte che la bambina non si sedesse composta sul suo dondolo a bordo terrazzo ammirando gli astri e rinominandoli con estrema precisione: Bambagella, Cicala, Fetola, Fulgora, Psilla, Pediluvio, Sicofante e la sua preferita, chiamata Sputacchina.
Rosaria accarezzava con piglio e decisione il desiderio di andare su Sputacchina per visitarla; quel puntino luminoso la affascinava come nessuna bambola o tombolo erano in grado di fare.
Una notte, stretta nel suo giacchino di lana color mirto, Rosaria rimase al freddo ad ammirare la sua Sputacchina.
Fu un attimo. La stella venne colpita da un astro vagante, esplodendo in mille scintille.
Rosaria non poteva credere ai suoi occhi. Il suo gioiello del cielo aveva cessato di esistere in un lampo.
Disperata, si dette all'alcol e nel giro di qualche mese morì.
Dalla disperazione, anche i suoi cani si dettero all’alcol e nel giro di qualche mese morirono.
mercoledì 31 luglio 2013
Il re della savana.
Il leone si sa è tra i più feroci e temuti animali al mondo.
Nella savana quando la voce del re risuona negli spazi sconfinati tutto si ferma, e gli animali si impauriscono.
Tutti si inchinano al suo cospetto: zebre, cobra, scimmie, conigli nani, calcispongie, tonnidi, salamandre, ragni, franco e ciccio.
Il re è il re.
Quel giorno il leone si avventò contro la sua preda preferita: la gazzella centometrista, una specie rara quanto più succulenta delle altre, poiché più in carne, tenera e di compagnia, una volta morta.
Il re non sapeva cosa stesse per accadere: una lunghissima scossa di terremoto fece tremare la terra, sotto di lui si aprì una voragine profondissima in cui cadde violentemente.
Ma nulla può fermare un leone, si sa, a meno che un gigantesco Baobab non si stacchi dal terreno e decida di cadergli addosso massacrandolo di botte.
Clicca qui e vinci una mazza!
Nella savana quando la voce del re risuona negli spazi sconfinati tutto si ferma, e gli animali si impauriscono.
Tutti si inchinano al suo cospetto: zebre, cobra, scimmie, conigli nani, calcispongie, tonnidi, salamandre, ragni, franco e ciccio.
Il re è il re.
Quel giorno il leone si avventò contro la sua preda preferita: la gazzella centometrista, una specie rara quanto più succulenta delle altre, poiché più in carne, tenera e di compagnia, una volta morta.
Il re non sapeva cosa stesse per accadere: una lunghissima scossa di terremoto fece tremare la terra, sotto di lui si aprì una voragine profondissima in cui cadde violentemente.
Ma nulla può fermare un leone, si sa, a meno che un gigantesco Baobab non si stacchi dal terreno e decida di cadergli addosso massacrandolo di botte.
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lunedì 8 luglio 2013
Romeo e Giulieo.
Nell’asilo principale della città di Capuleto, c’erano due bambini
amici per la pelle, nati purtroppo siamesi da due mamme diverse.
Si volevano un gran bene e siccome l’amicizia era stretta cercavano di passare più tempo possibile insieme.
Un giorno litigarono e decisero di separarsi, tra sofferenze e comprensibili dolori, ma l’amicizia rimase intatta.
Una notte, durante le lezioni serali all’asilo, un improvviso spostamento d’aria fece crollare la scuola.
Prontamente la maestra li salvò, ma i due bambini purtroppo non si salvarono.
La maestra fu fiera di averli salvati ma per i bambini non ci fu più niente da fare.
Se clicci qui vinci un bel niente!
Si volevano un gran bene e siccome l’amicizia era stretta cercavano di passare più tempo possibile insieme.
Un giorno litigarono e decisero di separarsi, tra sofferenze e comprensibili dolori, ma l’amicizia rimase intatta.
Una notte, durante le lezioni serali all’asilo, un improvviso spostamento d’aria fece crollare la scuola.
Prontamente la maestra li salvò, ma i due bambini purtroppo non si salvarono.
La maestra fu fiera di averli salvati ma per i bambini non ci fu più niente da fare.
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martedì 25 giugno 2013
Gnoma Frisella che annegò nell'olio sin dal titolo.
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lunedì 10 giugno 2013
Le tigri della malaria.
Tutte le grandi città ospitano almeno una volta nella loro vita un circo.
Ma non tutte hanno la fortuna di veder issare le tende del circo VIOLENTISSIMO, di Johnny e Ricky Violentissimo, due fratelli gemelli con 3 anni di differenza.
Johnny era il trapezista e Ricky la donna ombra.
Quando il circo VIOLENTISSIMO arrivò nella piccola città di Braghetta, tutte le ragazze del paese, le Braghette, ebbero il privilegio di assistere allo spettacolo delle “tigri della malaria”, uno spettacolo sontuoso, con mille gabbie e cerchi infuocati, fruste, violenza e morte per tutti.
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martedì 16 aprile 2013
La vecchia ciabatta di Tobia.
Tutti i bambini hanno giocato almeno una volta nella loro misera vita con Tobia, il clown più felice d’Italia.
Non c’era festa che non lo vedesse protagonista.
Tobia era sempre eternamente felice, sempre sorridente, sempre con quegli occhi spalancati, sempre in quella posizione divertente con la ciabatta in mano.
Sempre rigido, immobile, silenzioso.
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lunedì 4 marzo 2013
Tre frollini e tre denari.
Tutti noi amiamo curiosare tra i mille colori di un negozio di dolciumi.
Caramelle, liquirizie, superalcolici, cioccolatini, cioccolatini con superalcolici, gommose alla frutta con cuore superalcolico.
Vitino aveva il negozio di dolciumi più bello e colorato della città.
Era sempre pieno di gente e di bambini sorridenti e paciocconi.
Venne il giorno in cui Vitino disse: “voglio ingrandirmi, voglio almeno due vetrine in più”!
Per cui si mise subito d’impegno per raggiungere l’obiettivo.
Per cui disse “gambe in spalla!”, senza pensare però che mettere le gambe in spalla gli avrebbe procurato contorsione di muscoli e sciatica diffusa con conseguente cessazione di vita e infine di attività.
Clicca ui! In palio per te un palio!
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venerdì 1 marzo 2013
Carmelo, l'asino volante.
C’era una volta Carmelo, un asino che proprio non sapeva ragliare.
Certo, non sapeva nemmeno scrivere, né sapeva come impostare un Power Point, ma chi, in fin dei conti, ne è davvero capace?
Ebbene, questo asino aveva però un desiderio dritto in testa: voleva volare.
Ebbene, questo asino aveva però un desiderio dritto in testa: voleva volare.
Ma non volare tipo una compagnia aerea con i passeggeri a bordo, bensì volare anche solo a pochi metri da terra, per osservare i suoi amici della fattoria o semplicemente emulare i piccioni nell’espletamento delle loro funzioni.
E tanto disse e tanto fece che un bel giorno l'asino riuscì nel suo intento.
Vide i suoi amici porci dall’alto, le mucche, le galline assunte a progetto, i bruchi e tutta una serie di formiche rossonere che si avviavano allo stadio.
Poi tutto d’un tratto disse: “uffa però, che noia questo volare continuo. Come se non avessi altro da fare". Così cadde di colpo e morì.
Di lui si ricordano solo ottime bistecche.
Scorpi cliccando qui la magica sorpresa creata per te da coso!
Di lui si ricordano solo ottime bistecche.
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lunedì 11 febbraio 2013
Il cigno e la trota.
Nel laghetto del ruscello dorato vivevano una trota salmonata e un cigno salmonato.
Erano molto amici, finché un giorno non litigarono per una banale questione di donne e si sfidarono in una gara davvero singolare.
“Vediamo chi corre più veloce”, disse il cigno.
“Perderai di sicuro”, disse la trota.
“Lo vedremo al fotofinish”, replicò il cigno.
E venne il giorno della gara.
Il giudice dette inizio alla competizione, sparando un colpo di pistola sul cigno, che si accasciò sull’acqua.
La trota si era comprata il giudice.
Se clicchi qui puoi vincere fino a otto lavatrici a tue spese!
La trota si era comprata il giudice.
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