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martedì 20 novembre 2012

La bella locanda dell'oste.

A Vanagloria viveva l’oste Mirko e sua moglie Rosaria Lapazza.
L’osteria si chiamava “Hostaria del vecchio sangue” e i servitori si chiamavano Mario e Robiola.
Tra di loro si chiamavano Ehi oppure Ohu.
Ogni sera avevano dei clienti fissi che si chiamavano Gianni, Rocco, Lauro, Mastro Coso, Minimo, Massimo, Roberto e Aurora.
Nella locanda al piano di sopra dormivano Federico Davanti, che preso alle spalle si chiamava invece Federico Didietro, e poi Marco Cocuzza Quadrata e Mirko, l’oste dell’osteria.
La malattia che sterminò tutta questa gente si chiamava Scannapolli e il dottore che non riuscì a curare l’epidemia si chiamava Franco Norcia.
Il cimitero che li ospita si chiama Terramara.
Ma potete anche chiamarlo Camposanto.

venerdì 13 luglio 2012

Dama Verona e il vestito senza filo.

Verona era una dama che viveva nella corte del duca Avellino da Sirmione nei pressi di Napoli.
La mamma di Verona, Genova, le aveva insegnato a cucire senza filo.
Come potesse accadere questo prodigio non è dato a sapersi.
Fatto sta che ogni vestito che confezionava con le sue mani era uno splendore ricco di magia.
Una sera Verona e Avellino da Sirmione furono invitati a Sirmione alla grande festa tenuta nella tenuta del conte Massa Carrara.
Preparò per sé un vestito lungo e per il duca un vestito lungo, dato che era inverno pieno e freddo freddo.
Così, Verona di Genova, da Napoli, partì con Avellino da Sirmione per Sirmione verso Massa Carrara.
Quella sera tutto era stupendo a parte il fulmine che colpì Verona facendola cadere rovinosamente su Avellino e provocando la tragedia che tutti noi possiamo immaginare.

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