Una volta un uomo di nome Arthur vendette un pianoforte a un vecchio rigattiere.
Un pianoforte come tutti gli altri, si dirà.
No, signori cari, un pianoforte magico in grado di suonare senza l’ausilio delle mani.
Il pianoforte, infatti, suonava al solo pensiero.
Un vecchio ragazzino delle Asturie, innamorato della musica barocca e delle sonate allegre, acquistò lo strumento per 4 soldi, racimolati svolgendo 4 lavori diversi.
Lo portò in casa e lo posizionò vicino al gatto.
Il ragazzino, di nome Biagio, notò che il piano cominciò a suonare una melodia tipica da gatto.
Stupito, avvicinò al piano una scarpa e il piano prese a suonare una tipica melodia da scarpa.
Infine, pervaso dalla meraviglia, decise di avvicinarsi egli stesso: il piano cominciò a suonare una melodia da carciofone.
Il ragazzino Biagio, si sentì offeso e umiliato.
Fece una strage del gatto, strangolandolo con tutte e tre le mani.
Le favole che parlano al bambino che c'è in te, traumatizzandolo.
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martedì 9 giugno 2015
Biagio e il pianoforte.
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mercoledì 17 settembre 2014
Il gatto Micio alla ricerca della mamma.
Questa
è la storia del gatto Micio, un tenero gattino di razza strana: era un piccolo
Scottish Fold dai richiami Turco Van e con striature persiane e rosso blu.
Un
gatto interessante insomma, ma sprovvisto di orecchie.
Quando
i suoi padroncini Oklahoma e Tantanoia lo cercavano, lui non poteva sentirli, e
tante volte capitava che rimanessero lì ore ad aspettare che il gattino tornasse
a casa, ma il gatto Micio non aveva l'orologio, nè sapeva leggere la meridiana,
per cui rimaneva lì a bighellonare coi suoi compagnucci pelosi, Sid, Strap,
Raglio e Coco Chanè.
Fu
proprio dai suoi amici mici che apprese l'importanza di avere una mamma. Così,
noncurante dell'affetto e dei richiami di Oklahoma e Tantanoia, decise di
intraprendere un lungo viaggio alla ricerca della mamma.
Lungo
la strada, accettò un passaggio da Kim Do Lin, un cuoco cinese.
La
ricerca della mamma finì.
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lunedì 7 luglio 2014
Mora Bella si innamora.
Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di un bel ragazzo moro dai capelli biondi e dalla carnagione molto chiara.
Era chiaro, era ovvio che qualcosa stava accadendo tra di loro.
Qualcosa di magico, qualcosa di sincero, qualcosa di amore.
Il ragazzo moro però nascondeva un segreto: un gatto.
La ragazza, venuta a conoscenza del segreto si uccise dalla disperazione gettando tutta la sua eredità alle ortiche, ora piene di gioielli e denaro contante.
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lunedì 16 giugno 2014
Il quadro fatato.
Nella lontana Inghilterra del 900 visse un pittore chiamato Whisky, per quanto era bravo e degno di nota.
Dipinse quadri famosi come “Il bue e il convento”, “Cane rovinato”, “Il male dentro”, ma soprattutto “Il quadrato sui due cateti”, la sua opera migliore.
Senza accorgersene, perché cieco sin dalla nascita di sua sorella, cosa che gli causò una brutta bronchite, il 3 settembre si ritrovò tra le mani un pennello fatato, dono della maga Capriola, la maga a cottimo.
Il quadro che ne venne fuori era davvero incredibile, non tanto per le dimensioni, quanto per il prezzo.
Nessuno lo comprò e Whisky morì presto di stenti insieme al suo gatto Birra.
Tutti piansero il gatto.
Proprio tutti.
Povero gatto.
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lunedì 9 luglio 2012
Il pavone vanitoso.
Un giovedì di mille anni fa, a febbario inoltrato (quasi aprile), tutti i contadini delle campagne contadine si riunirono nella più grande fiera di animali della contea.
Chi portava un gatto, chi un cane, chi un topo, chi un gallo, ma soprattutto il piccolo Chi portò un pavone.
Chi era un bambino cresciuto all’ombra del Vesuvio, quindi molto pallido ma pieno di polvere.
Chi, nome celtico di origine abruzzese, crebbe questo pavone dalle piume colorate con molto amore e pane secco.
C’era però un problema. Questo pavone se la tirava tantissimo, come fosse l’unico pavone sulla faccia della Terra, anche se mille anni fa, non è che la faccia della Terra fosse poi ancora così grande.
Eppure questo pavone si vantava e si vantava e si vantava che alla fine tutti lo lasciarono solo come un pollo.
Ma lui, essendo un pavone, ebbe una crisi d’identità e morì.
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giovedì 14 giugno 2012
Il gatto nero con una vita in più.
Nel mondo ci sono un milione di gatti.
Se contiamo un milione di gatti per 7 vite ciascuno, si arriva a 7 milioni di vite. Una cifra spaventosa se ci pensate.
Ma c’era un gatto che aveva una vita in più.
Gatto Mazzo, il gatto fortunato.
Però anche lui cominciò a perdere vite.
Una la perse al bar, in una scommessa.
La seconda la perse in qualche zaino.
La terza sotto una macchina.
La quarta in un buco.
La quinta per guida in stato d’ebbrezza.
La sesta gli fu confiscata dalla finanza.
La settima la perse ai dadi.
“Ma tanto”, disse, “ne ho un’ottava!”
Povero gatto Mazzo.
Era tutto uno scherzo.
Un pesce d’aprile.
Uno scherzo da prete.
Non c’era nessuna ottava vita.
Mazzo morì di crepacuore.
Però lo scherzo bisogna ammettere che riuscì benissimo!
Avercene di scherzi così.
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