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venerdì 29 novembre 2013

La piccola Rosaria e la sua stellina.


In barba alla legge sulla privacy, le stelle ci guardano, è risaputo e la piccola Rosaria ricambiava con molto piacere.
Non c'era notte che la bambina non si sedesse composta sul suo dondolo a bordo terrazzo ammirando gli astri e rinominandoli con estrema precisione: Bambagella, Cicala, Fetola, Fulgora, Psilla, Pediluvio, Sicofante e la sua preferita, chiamata Sputacchina.
Rosaria accarezzava con piglio e decisione il desiderio di andare su Sputacchina per visitarla; quel puntino luminoso la affascinava come nessuna bambola o tombolo erano in grado di fare.
Una notte, stretta nel suo giacchino di lana color mirto, Rosaria rimase al freddo ad ammirare la sua Sputacchina.
Fu un attimo. La stella venne colpita da un astro vagante, esplodendo in mille scintille.
Rosaria non poteva credere ai suoi occhi. Il suo gioiello del cielo aveva cessato di esistere in un lampo.
Disperata, si dette all'alcol e nel giro di qualche mese morì.
Dalla disperazione, anche i suoi cani si dettero all’alcol e nel giro di qualche mese morirono.

lunedì 8 luglio 2013

Romeo e Giulieo.

Nell’asilo principale della città di Capuleto, c’erano due bambini amici per la pelle, nati purtroppo siamesi da due mamme diverse.
Si volevano un gran bene e siccome l’amicizia era stretta cercavano di passare più tempo possibile insieme.
Un giorno litigarono e decisero di separarsi, tra sofferenze e comprensibili dolori, ma l’amicizia rimase intatta.
Una notte, durante le lezioni serali all’asilo, un improvviso spostamento d’aria fece crollare la scuola.
Prontamente la maestra li salvò, ma i due bambini purtroppo non si salvarono.
La maestra fu fiera di averli salvati ma per i bambini non ci fu più niente da fare.

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giovedì 13 dicembre 2012

Orti, pascoli e pecorelle.

I pastori, contrariamente a quanto si dice sulle riviste di gossip, sono persone per bene.
Il pastore Geremia, ad esempio, era sempre stato rispettoso, educato e mai, dico mai, fuori posto.
Si diceva che era a casa, ed era effettivamente a casa.
Si diceva che era in bagno, e se si andava a verificare era effettivamente in bagno.
Un portento, dunque, con un bel gregge che lo seguiva in ogni luogo.
Per i prati, su per le montagne, giù per le vallate e i pascoli sterminati, ma anche in camera da notte e in cucina.
Era un gregge molto affezionato.
Finché un giorno non si trovò a pascolare nell’orto malefico.
Perché quell’orto si chiamasse “malefico” nessuno lo capì, a parte le pecore: dopo averne brucato decisero improvvisamente di portare tutte il segreto nella tomba.

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