Tutti i bravi bambini che studiano si meritano la tanto sudata promozione e ovviamente anche un po’ di deodorante.
I bambini cattivi invece, o quelli più somarelli, meritano botte, bacchettate, mazzate sulle gengive, legnate e note sul registro.
Nella scuola "Aldo Maria Cospirazionale" dedicata all'illustre scopritore di modelle, i bambini erano tutti somari, proprio perché pensavano solo e soltanto ai giocattoli e al denaro.
La maestra Ludovica Malaparata era costretta a usare le maniere forti, a partire dal semplice rimprovero al bidello financo all'utilizzo del gesso per scrivere sulla lavagna.
Metodi poco ortodossi che le valsero il soprannome di “Maestraccia”.
Un giorno però un bambino ripetente e particolarmente indisciplinato le fece perdere la pazienza talmente tanto che fu costretta a togliergli la parola togliendogli la bocca. E, giusto per non far sentire il resto della classe esclusa dal gioco, a togliere le bocche a tutti i bambini boccamuniti.
Nella scuola, finalmente, ritornò la pace per anni.
Le favole che parlano al bambino che c'è in te, traumatizzandolo.
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lunedì 8 giugno 2015
La maestra birichina.
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venerdì 5 giugno 2015
Il trapezista volante del circo Ratabù.
Nel mondo vi sono spettacoli viaggianti di ogni tipo e, al loro seguito, artisti preparati e abili nella loro arte.
Il circo Ratabù, poi, era famoso nel regno di Suppergiù per la bravura del trapezista Malibù, il più abile atleta dell'intero tendone, figlio del celebre clown Cuccurù e della donna Scimmia, famosa per il suo numero delle 7 dita.
Il trapezista Malibù era noto per i suoi numeri incredibili, perfetti a tal punto da strabuzzare gli occhi fino a strabuzzarli.
Per eseguire a menadito i suoi volteggi, era solito allenarsi dalla mattina alla sera, con una pausa per un pranzo al volo, rapido e frugale.
Una sera però, durante lo spettacolo delle 8, il pubblico esplose in un’ovazione, producendo morte e diversi contusi.
Il trapezista Malibù era noto per i suoi numeri incredibili, perfetti a tal punto da strabuzzare gli occhi fino a strabuzzarli.
Per eseguire a menadito i suoi volteggi, era solito allenarsi dalla mattina alla sera, con una pausa per un pranzo al volo, rapido e frugale.
Una sera però, durante lo spettacolo delle 8, il pubblico esplose in un’ovazione, producendo morte e diversi contusi.
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giovedì 4 giugno 2015
Tesorino, il bimbo campione.
Lassù sulle montagne viveva una famiglia talmente felice che la loro casa era sempre piena di sole, di alberi in fiore e di brutte bestie monocorno con le ali.
Tesorino era un piccolo campione in carica di diversi sport invernali, praticati tutti rigorosamente al chiuso: supergigante o super G, surf-ski, snow surf, ski-roll, slittino su ghiaccio, sci di fondo su ghiaccio e staffetta su ghiaccio.
Era un campione in ciascuna disciplina.
Grazie al metodo del suo maestro di sci, il teutonico Aristoteles Papadopulos, aveva imparato a vincere ogni gara grazie ad un trucchetto tanto semplice quanto efficace: uccidere tutti gli avversari.
Ben presto non ci fu più nessuno contro cui gareggiare e Tesorino si impiccò dalla disperazione e la famiglia continuò ad essere felice poiché vi era comunque una bocca in meno da sfamare.
Tesorino era un piccolo campione in carica di diversi sport invernali, praticati tutti rigorosamente al chiuso: supergigante o super G, surf-ski, snow surf, ski-roll, slittino su ghiaccio, sci di fondo su ghiaccio e staffetta su ghiaccio.
Era un campione in ciascuna disciplina.
Grazie al metodo del suo maestro di sci, il teutonico Aristoteles Papadopulos, aveva imparato a vincere ogni gara grazie ad un trucchetto tanto semplice quanto efficace: uccidere tutti gli avversari.
Ben presto non ci fu più nessuno contro cui gareggiare e Tesorino si impiccò dalla disperazione e la famiglia continuò ad essere felice poiché vi era comunque una bocca in meno da sfamare.
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venerdì 22 maggio 2015
Il gambero che voleva andare avanti.
C’era una volta un gambero giovane, di quelli che li vedi per strada che indossano le cuffiette, i pantaloni a vita bassa che fanno tendenza e portano le mutande di fuori che sennò gli amici ti giudicano male.
Era un gambero davvero forte, di quelli che non gli daresti una lira ma magari una casa gliela potresti anche intestare.
La cosa bella del gambero era che era stanco di andare indietro.
Lui era giovane e guardava avanti.
Era in tutti i centri sociali, guardava MTV, aveva il casco aerografato, truccava all’ultima moda i motorini finché divenne sindacalista, poi progressista, fino a quando arrivò a guidare la marcia che portò alla controriforma del ’19 e al congresso dei gamberi, che sancì a gran voce la sua morte.
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mercoledì 6 maggio 2015
La capanna bandonata.
La fattoria di mastro Liborio era la più frequentata da tutti i mungitori di vacche della valle.
Il loro latte era veramente buono, ma buono per davvero, non quelle cose che le assaggi e dici che non sanno di niente.
Buono proprio.
Ragion per cui i caseifici facevano a gara per accaparrarselo, cosa di cui la politica sta ancora discutendo.
Da esso si producevano mozzarelle, burrate, ricotta, latte, ricotta, burrate e mozzarelle al liquore, una gustosa specialità della Latteria di Gianna Marianna, in via Ponticello al civico 2.
Prezzi modici e cortesia da vendere.
Una forte scossa di terremoto però, unita ad un tornado ferocissimo e ad un maremoto tremendo, devastarono la zona travolgendo la fattoria di mastro Liborio, vacche e mungitori.
La capanna rimase dapprima abbandonata, poi invece rimase bandonata, la cosa peggiore che possa succedere ad una catapecchia.
Fu per questo che la catapecchia, che già il nome non è bellissimo, si suicidò gettandosi giù da un dirupo anch’esso bandonato.
Una fine tragica ma divertente, se si pensa alla scena ripresa per intero e trasmessa in tv con le risate di sottofondo.
Scopri il profilo del tizio che ha scritto questa roba orribile!
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martedì 3 marzo 2015
La gallina Cocò e la mano fatata.
Nell'aia in fondo al villaggio viveva felice la gallina Cocò e un codazzo intero di galli spasimanti che vivevano per lei.
Il frate contadino che soleva accudirli dette un nome a ciascuno di loro: c'era il gallo Emilio, Cadeddu, Ferdinando, Matrimonio, Loberto, Rancesco, Anco, Marzio e Tullio Ostilio.
E poi il più vecchio di tutti: Testacieca l'aveva chiamato, poiché aveva una zampa rotta.
La gallina Cocò, da vera signora qual era, starnazzava come una sciantosa lungo tutto il perimetro dell'aia, finché un giorno una mano fatata non la prese per il collo, uccidendola.
Cocò finì in brodo e molti bambini che ne bevvero vissero felici e contenti.
Clicca qui e scopri la magica magia!
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Ubicazione: Milano
Lombardy, Italy
lunedì 16 febbraio 2015
La primavera della volpe.
C’era una volta una volpe che aveva imparato i nomi di tutti i mesi dell’anno: Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggi, Giugno, Lui, Agosto, Settembre, Settembre, Novembre e Quello.
Certo, non era perfetta, ma cosa si può pretendere da una volpe?
Noncurante del disprezzo dei lettori, la volpe attendeva con davvero molta ansia la primavera, un’ansia talmente forte da provocarle attacchi di panico e dipendenza da farmaci, cosa che la condusse dapprima al manicomio e poi in politica.
venerdì 6 febbraio 2015
Il vecchio pazzo
C’era una volta un castello abbandonato sul cocuzzolo di un monte, proprio abbandonato lì a se stesso, senza cure e senza badanti.
All’interno di questo castello buio e marcio viveva un vecchietto di 345 anni di nome Vittorio, ma con la V pronunciata forte.
Vittorio.
I suoi anni cominciavano a pesargli, così si riunì da solo nella immensa stanza delle pozioni e creò il magico intruglio della vitalità, capace di restituire anni e portafogli rubati.
Vittorio scese da 345 a 234 e per poi arrivare a 77 anni.
Una bella età insomma, veneranda ma pur sempre età.
Si guardò allo specchio e si accorse ben presto di aver perso anche una decina di tonnellate di rughe grazie alla pozione.
Era diventato finalmente un bel signore sulla cinquantina, ma di 77 anni.
L’invidia però è una brutta cosa e lo specchio che aveva nei secoli imparato a parlare, lo sfotteva dandogli del pazzo.
Ma una notte, preso dalla vergogna, lo specchio si ruppe in mille pezzi.
Non riuscendo a riattaccarli tutti, il vecchio morì di follia.
Lo specchio aveva ragione.
La regina più bella.
Si sa, tutte le bimbe buone vorrebbero diventare principesse per vestire in modo principesco, vivere in maniera regale e mangiare intere faraone.
Nel castello di Paranoia viveva la principessa più bella della Terra.
Aveva due occhi, dei capelli e una bocca.
Una bellezza indescrivibile.
Aveva un codazzo interminabile di spasimanti e ogni suo desiderio era un ordine.
Tutti erano ai suoi piedi, ma non le scarpe, poichè aveva un unico grande difetto: un porro enorme sul calcagno.
Mago Cataldo, però, lo stregone del castello, decise di farle un sortilegio risolutivo.
Così, pronunciò la parola magica.
“Svitol!”, disse, e il porro magicamente si svitò.
E insieme a quello si svitò anche il piede, le gambe, il corpo, i corpi degli altri e gran parte del mondo intero.
Accidenti, che parola magica potentissima!
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martedì 9 dicembre 2014
La strega Berenice e la maga Berenice.
Alle due estremità del villaggio Uffaperò vivevano la strega Berenice e la maga Berenice.
Berenice odiava Berenice perché Berenice era buona mentre Berenice era cattiva.
L'una detestava l'altra con tutto il cuore mentre l'altra detestava l'una con tutto il cuore.
Berenice mandò a Berenice la sua vice Beatrice, con un cesto di ciliegie, quattro mice e tre camicie.
Berenice, colta alla sprovvista, le spedì insalata mista, percorrendo la via giusta con il vino nella busta.
Berenice fu felice e anche Berenice fu felice.
Al di là delle montagna arrivò di colpo un temporale.
Bastò un fulmine e all'istante morirono tutte di crepacuore.
Che dolore!
giovedì 6 novembre 2014
Robin U e la foresta verde.
Nella foresta di Westwood viveva un tale chiamato Robin U.
Robin U vestiva sempre di nero, ma sempre sempre, tant’è che di notte nessuno lo riconosceva.
Tutti infatti gli dicevano: “Chi sei, oh tu, vestito di nero?”
“Ma come, non mi riconoscete? Sono Robin U!”
“Robin U!”, gli dicevano “Ma perché non ti vesti di un altro colore che così somigli a un bagarozzo?”
Lui ci pensò per un paio d’anni e capì che il commento forse non era del tutto inappropriato.
Così si vestì di verde dalla testa ai piedi.
Ma quando diede inizio alla deforestazione del bosco di Westwood lo scambiarono per una quercia nana e gli tagliarono le gambe.
lunedì 28 luglio 2014
Nonno Lino e lo sbadiglio.
Nonno Lino era solito sbadigliare di continuo.
Si alzava la mattina e sbadigliava.
Faceva colazione e continuava a sbadigliare.
Guardava la tv e sbadigliava.
Andava a pranzo al circolo di bocce e sbadigliava.
Faceva un giro sul motorino e sbadigliava.
Tornava a casa da sua moglie e sbadigliava.
Una vera malattia di cui si può morire.
Anche ora.
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lunedì 14 luglio 2014
Pentolino e i buoni propositi.
Pentolino era un uomo buono.
Molto buono.
Un pezzo di pane.
Nessuno era più buono di lui.
In tanti ci avevano provato, ma niente.
Lui era davvero il più buono della Terra.
Ogni mattina si svegliava e diceva tra sé e sé: “Stamattina devo essere ancora più buono!”
E ogni giorno, spadellando nel suo piccolo ristorante, condiva i suoi piatti con amore e affetto, cosa che non fece piacere ai Nas, in un controllo a sorpresa.
Il locale fu chiuso e Pentolino morì per mancanza di ristorante.
Una cosa difficile da mandar giù, almeno quanto un cucchiaio di legno.
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lunedì 7 luglio 2014
Mora Bella si innamora.
Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di un bel ragazzo moro dai capelli biondi e dalla carnagione molto chiara.
Era chiaro, era ovvio che qualcosa stava accadendo tra di loro.
Qualcosa di magico, qualcosa di sincero, qualcosa di amore.
Il ragazzo moro però nascondeva un segreto: un gatto.
La ragazza, venuta a conoscenza del segreto si uccise dalla disperazione gettando tutta la sua eredità alle ortiche, ora piene di gioielli e denaro contante.
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lunedì 16 giugno 2014
Il quadro fatato.
Nella lontana Inghilterra del 900 visse un pittore chiamato Whisky, per quanto era bravo e degno di nota.
Dipinse quadri famosi come “Il bue e il convento”, “Cane rovinato”, “Il male dentro”, ma soprattutto “Il quadrato sui due cateti”, la sua opera migliore.
Senza accorgersene, perché cieco sin dalla nascita di sua sorella, cosa che gli causò una brutta bronchite, il 3 settembre si ritrovò tra le mani un pennello fatato, dono della maga Capriola, la maga a cottimo.
Il quadro che ne venne fuori era davvero incredibile, non tanto per le dimensioni, quanto per il prezzo.
Nessuno lo comprò e Whisky morì presto di stenti insieme al suo gatto Birra.
Tutti piansero il gatto.
Proprio tutti.
Povero gatto.
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mercoledì 30 aprile 2014
L’asino e lo specchio.
Carabattolo era un asino simpatico e onesto.
Mai un furto, mai una rapina, mai un inseguimento, mai nemmeno un tentativo di corruzione.
Un asino onesto insomma, un asino come pochi.
Ogni sera si metteva davanti al suo desco e si chiedeva: “Ma cos’è il desco?”
E il desco giù a ridere a crepapelle.
Quando l’albero delle nocciole, suo grande amico, gli regalò il suo primo specchio, lui fu felice di prenderlo in dono.
Per sdebitarsi, gli regalò il suo desco, tanto non sapeva cosa farsene.
L’albero lo ringraziò scuotendo le fronde e facendo cadere su Carabattolo migliaia di nocciole.
Carabattolo morì all’istante.
Lo specchio si ruppe e anche da morto, il povero asinello, fu perseguitato da 7 anni di disgrazie.
Clicca qui e per i primi otto subito in omaggio un pratico nonnulla!
Clicca qui e per i primi otto subito in omaggio un pratico nonnulla!
venerdì 29 novembre 2013
La piccola Rosaria e la sua stellina.
In barba alla legge sulla privacy, le stelle ci guardano, è risaputo e la piccola Rosaria ricambiava con molto piacere.
Non c'era notte che la bambina non si sedesse composta sul suo dondolo a bordo terrazzo ammirando gli astri e rinominandoli con estrema precisione: Bambagella, Cicala, Fetola, Fulgora, Psilla, Pediluvio, Sicofante e la sua preferita, chiamata Sputacchina.
Rosaria accarezzava con piglio e decisione il desiderio di andare su Sputacchina per visitarla; quel puntino luminoso la affascinava come nessuna bambola o tombolo erano in grado di fare.
Una notte, stretta nel suo giacchino di lana color mirto, Rosaria rimase al freddo ad ammirare la sua Sputacchina.
Fu un attimo. La stella venne colpita da un astro vagante, esplodendo in mille scintille.
Rosaria non poteva credere ai suoi occhi. Il suo gioiello del cielo aveva cessato di esistere in un lampo.
Disperata, si dette all'alcol e nel giro di qualche mese morì.
Dalla disperazione, anche i suoi cani si dettero all’alcol e nel giro di qualche mese morirono.
mercoledì 31 luglio 2013
Il re della savana.
Il leone si sa è tra i più feroci e temuti animali al mondo.
Nella savana quando la voce del re risuona negli spazi sconfinati tutto si ferma, e gli animali si impauriscono.
Tutti si inchinano al suo cospetto: zebre, cobra, scimmie, conigli nani, calcispongie, tonnidi, salamandre, ragni, franco e ciccio.
Il re è il re.
Quel giorno il leone si avventò contro la sua preda preferita: la gazzella centometrista, una specie rara quanto più succulenta delle altre, poiché più in carne, tenera e di compagnia, una volta morta.
Il re non sapeva cosa stesse per accadere: una lunghissima scossa di terremoto fece tremare la terra, sotto di lui si aprì una voragine profondissima in cui cadde violentemente.
Ma nulla può fermare un leone, si sa, a meno che un gigantesco Baobab non si stacchi dal terreno e decida di cadergli addosso massacrandolo di botte.
Clicca qui e vinci una mazza!
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Tutti si inchinano al suo cospetto: zebre, cobra, scimmie, conigli nani, calcispongie, tonnidi, salamandre, ragni, franco e ciccio.
Il re è il re.
Quel giorno il leone si avventò contro la sua preda preferita: la gazzella centometrista, una specie rara quanto più succulenta delle altre, poiché più in carne, tenera e di compagnia, una volta morta.
Il re non sapeva cosa stesse per accadere: una lunghissima scossa di terremoto fece tremare la terra, sotto di lui si aprì una voragine profondissima in cui cadde violentemente.
Ma nulla può fermare un leone, si sa, a meno che un gigantesco Baobab non si stacchi dal terreno e decida di cadergli addosso massacrandolo di botte.
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martedì 25 giugno 2013
Gnoma Frisella che annegò nell'olio sin dal titolo.
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lunedì 10 giugno 2013
Le tigri della malaria.
Tutte le grandi città ospitano almeno una volta nella loro vita un circo.
Ma non tutte hanno la fortuna di veder issare le tende del circo VIOLENTISSIMO, di Johnny e Ricky Violentissimo, due fratelli gemelli con 3 anni di differenza.
Johnny era il trapezista e Ricky la donna ombra.
Quando il circo VIOLENTISSIMO arrivò nella piccola città di Braghetta, tutte le ragazze del paese, le Braghette, ebbero il privilegio di assistere allo spettacolo delle “tigri della malaria”, uno spettacolo sontuoso, con mille gabbie e cerchi infuocati, fruste, violenza e morte per tutti.
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