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venerdì 8 gennaio 2016

Il principe a cavallo a cavallo

C’era una volta un principe a cavallo che faceva tutto a cavallo.
La doccia a cavallo a cavallo, il gioco del tennis a cavallo a cavallo e, di notte, dopo i pacchi, andava a letto a cavallo, sul cavallo.
Un principe amava davvero i cavalli. E come dargli torto... I cavalli, si sa, sono amorevoli e totalmente bio.
Un giorno il principe e il cavallo guadarono il fiume a cavallo e raggiunsero la vecchia casa del mago Antonello da Messina, vero nome di Leonardo da Vinci, pseudonimo di Peppino di Capri.
TOC TOC, fece il principe sceso da cavallo del cavallo bussando alla porta.
Chi chi?, rispose il mago. CHI CHI? RISPONDENTE! SUBITANTE!
QU OSE PARLANTE NEL MOTO COSI’? EHN?, rispose il principe. NINGUNO POTE CIARLARE SU PRINCIPESCO CHE STANTE SU CABALLO USANTE TANTA ARDAZZA!
Insomma, il mago non sapeva parlare ma nemmeno il principe era in grado di rispondere.
Così si presero a cazzotti, mancandosi, perché non solo non riuscivano a parlarsi, ma nemmeno a vedersi.
A furia di dare botte al vento, il vento si arrabbiò e creò una mega tromba che risucchiò mago e principe.
Al cavallo non rimase altro da fare che tornare a cavallo alle stalle, dove lo attendeva un cavallo di troia con dentro la morte.


Guarda la fiaba qui!

venerdì 6 febbraio 2015

La regina più bella.

Si sa, tutte le bimbe buone vorrebbero diventare principesse per vestire in modo principesco, vivere in maniera regale e mangiare intere faraone.
Nel castello di Paranoia viveva la principessa più bella della Terra.
Aveva due occhi, dei capelli e una bocca.
Una bellezza indescrivibile.
Aveva un codazzo interminabile di spasimanti e ogni suo desiderio era un ordine.
Tutti erano ai suoi piedi, ma non le scarpe, poichè aveva un unico grande difetto: un porro enorme sul calcagno.
Mago Cataldo, però, lo stregone del castello, decise di farle un sortilegio risolutivo.
Così, pronunciò la parola magica.
“Svitol!”, disse, e il porro magicamente si svitò.
E insieme a quello si svitò anche il piede, le gambe, il corpo, i corpi degli altri e gran parte del mondo intero.
Accidenti, che parola magica potentissima!

lunedì 26 novembre 2012

Il vecchio ciabattino.

Proprio lì in alto, in cima a quel monte imbiancato, si dice vivesse in estrema solitudine un vecchio ciabattino.
Niente di strano, si dirà, chissà perché. E invece ciò che si racconta ha dell’incredibile e del misterioso, perché il vecchio calzolaio in realtà si narra fosse un mago.
Un giorno non troppo lontano, infatti, madama Lorena ebbe bisogno di un paio di tacchi nuovi per le sue scarpette da cerimonia, un bel paio di sandali lilla dalla insolita forma molto allungata.
Madama Lorena, infatti, calzava un 58.
Qualsiasi ciabattino si sarebbe arreso di fronte a un impegno tanto gravoso, sudaticcio e irrisolvibile.
Il vecchio ciabattino invece no.
Quando madama Lorena, dopo aver attraversato i monti per ottenere i suoi servigi, bussò alla sua porta, il vecchio ciabattino aprì lentamente morendo subito dal freddo. Non si era reso conto che intanto era arrivato l’inverno. Per lui era ancora ferragosto.
Così, giacque congelato sul pavimento senza neanche il tempo di dire la sua parola preferita: “Frutteto”.

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