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venerdì 13 luglio 2012

Dama Verona e il vestito senza filo.

Verona era una dama che viveva nella corte del duca Avellino da Sirmione nei pressi di Napoli.
La mamma di Verona, Genova, le aveva insegnato a cucire senza filo.
Come potesse accadere questo prodigio non è dato a sapersi.
Fatto sta che ogni vestito che confezionava con le sue mani era uno splendore ricco di magia.
Una sera Verona e Avellino da Sirmione furono invitati a Sirmione alla grande festa tenuta nella tenuta del conte Massa Carrara.
Preparò per sé un vestito lungo e per il duca un vestito lungo, dato che era inverno pieno e freddo freddo.
Così, Verona di Genova, da Napoli, partì con Avellino da Sirmione per Sirmione verso Massa Carrara.
Quella sera tutto era stupendo a parte il fulmine che colpì Verona facendola cadere rovinosamente su Avellino e provocando la tragedia che tutti noi possiamo immaginare.

lunedì 18 giugno 2012

La regina e gli scacchi.


C’era una volta una regina che non riusciva mai a vincere ad un gioco di società, dal ramino alla dama.
Nonostante le sue serve e le sue donne di compagnia facessero di tutto per perdere o per farla vincere, lei proprio non riusciva.
E questa disdetta continua era fonte di grande dolore, acredine e tristume.
Perdeva a carte, ruote delle fortune, enalotti, cacce ai tesori, lippe, palle avvelenate, bolle di sapone, tric trac e sbaraglino.
Non c’era niente da fare.
Era proprio sventurata.
Ma un giorno l’inventore di corte, Martino Redditizio, che ne sapeva una più del diamine, inventò appositamente per lei il gioco degli “scacchi a uno”.
Era matematicamente impossibile perdere.
La regina infatti finalmente poté cominciare a giocare felice e raggiante, almeno fin quando, perseguitata dalla sfortuna, perse ancora, piangendo lacrime amare che nel giro di poco diventarono acide e le corrosero la faccia.

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