mercoledì 17 settembre 2014

Mille versi per il grasso Muco.


Laggiù nel vecchi Antartide, all’interno del suo igloo congelato, vive il piccolo Muco con la sua famiglia tutta italiana: gli Scrovegni.
Muco è un bravo bimbo e da tempo è anche la principale attrazione turistica del villaggio ghiacciato.
Il bambino infatti sa imitare alla perfezione i versi degli animali.
Il cane: Bau.
Il micio: Miao.
La capra: Bee.
Il cavallo: ìiiii.
La mucca: Bee.
La zanzara: zzz.
La lumaca: LLL, e così via.
Un giorno Muco cadde nell’acqua ghiacciata battendo ogni record di “congelamento di bimbo imitatore di versi di bestie”, record tutt’ora imbattuto.



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Il gatto Micio alla ricerca della mamma.

Questa è la storia del gatto Micio, un tenero gattino di razza strana: era un piccolo Scottish Fold dai richiami Turco Van e con striature persiane e rosso blu.

Un gatto interessante insomma, ma sprovvisto di orecchie.

Quando i suoi padroncini Oklahoma e Tantanoia lo cercavano, lui non poteva sentirli, e tante volte capitava che rimanessero lì ore ad aspettare che il gattino tornasse a casa, ma il gatto Micio non aveva l'orologio, nè sapeva leggere la meridiana, per cui rimaneva lì a bighellonare coi suoi compagnucci pelosi, Sid, Strap, Raglio e Coco Chanè.

Fu proprio dai suoi amici mici che apprese l'importanza di avere una mamma. Così, noncurante dell'affetto e dei richiami di Oklahoma e Tantanoia, decise di intraprendere un lungo viaggio alla ricerca della mamma.

Lungo la strada, accettò un passaggio da Kim Do Lin, un cuoco cinese.

La ricerca della mamma finì.
 
 
 
 
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La vecchina dai modi cortesi.


Solitamente le vecchine sono scostanti e antipatiche.

Sputano, ridono forte, alzano i toni, camminano, vestono di scuro e hanno queste posture improbabili che solo a guardarle si annaspa.

C’era invece, non lontano da qui, una vecchina dai modi cortesi.

Viveva nelle vicinanze, e ogni sera usciva in veranda, fumava il suo sigaro e salutava tutti i passanti, inclusi quelli ferroviari e quelli dei pantaloni per infilarci le cinture di cuoio.

La vecchina ebbe una vita interessante, ma non la ricordava, per cui ciccia, la storia finisce qui.

Tanto alla sua età non è che possa succedere molto altro di interessante.

Se non la morte.
 
 
 
 
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lunedì 4 agosto 2014

Ciccio Marangio e le pecore scherzose.

Chi non ha mai visto una pecora?

È difficile vedere un cervo, un orso bianco, una locusta, una rododendro, ma una pecora è diffusa ovunque.

Le città sono piene di pecore.

Vederle non è difficile se uno è dotato di occhio e di svegliezza.

L’unico essere che in vita non riuscì a vedere una pecora era Ciccio Marangio.

Le pecore burlone che pascolavano nelle vicinanze, amavano giocare a nascondino, per cui Ciccio non le vide mai.

Finché un giorno non assunse un investigatore privato.

Questi scattò talmente tante foto alle pecore che Ciccio saltò dalla felicità, sbattendo contro una trave e morendo di trave dura, una malattia inguaribile.

Povero Ciccio.
Maledette pecore.







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lunedì 28 luglio 2014

Nonno Lino e lo sbadiglio.


Nonno Lino era solito sbadigliare di continuo.

Si alzava la mattina e sbadigliava.

Faceva colazione e continuava a sbadigliare.

Guardava la tv e sbadigliava.

Andava a pranzo al circolo di bocce e sbadigliava.

Faceva un giro sul motorino e sbadigliava.

Tornava a casa da sua moglie e sbadigliava.

Una vera malattia di cui si può morire.

Anche ora.


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Ora!


 

lunedì 21 luglio 2014

Il cavallo colorato.

Tutti gli animali hanno mille colori.
La farfalla ha mille colori.
Il camaleonte ha mille colori.
I fiori hanno mille colori. Certo, non sono animali, ma questo non vuol dire.
Il pavone ha mille colori.
E in Francia visse un cavallo dai mille colori.
Padron ‘Ntoni, il suo proprietario, non ci credeva minimamente.
Lo vedeva e non ci credeva.
Come poteva crederci?
Un cavallo dai mille colori?
Ma stiamo scherzando?
Ma che modo è di burlarsi della gente che lavora?
Eh?
E se lo venisse a sapere qualcuno?
Che modi!
Meglio abbatterlo.
Già.
Bang.
Meglio abbatterlo.

lunedì 14 luglio 2014

Pentolino e i buoni propositi.

Pentolino era un uomo buono.
Molto buono.
Un pezzo di pane.
Nessuno era più buono di lui.
In tanti ci avevano provato, ma niente.
Lui era davvero il più buono della Terra.
Ogni mattina si svegliava e diceva tra sé e sé: “Stamattina devo essere ancora più buono!”
E ogni giorno, spadellando nel suo piccolo ristorante, condiva i suoi piatti con amore e affetto, cosa che non fece piacere ai Nas, in un controllo a sorpresa.
Il locale fu chiuso e Pentolino morì per mancanza di ristorante.
Una cosa difficile da mandar giù, almeno quanto un cucchiaio di legno.



 

lunedì 7 luglio 2014

Mora Bella si innamora.

Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di un bel ragazzo moro dai capelli biondi e dalla carnagione molto chiara.
Era chiaro, era ovvio che qualcosa stava accadendo tra di loro.
Qualcosa di magico, qualcosa di sincero, qualcosa di amore.
Il ragazzo moro però nascondeva un segreto: un gatto.
La ragazza, venuta a conoscenza del segreto si uccise dalla disperazione gettando tutta la sua eredità alle ortiche, ora piene di gioielli e denaro contante.


 

lunedì 16 giugno 2014

Il quadro fatato.

Nella lontana Inghilterra del 900 visse un pittore chiamato Whisky, per quanto era bravo e degno di nota.
Dipinse quadri famosi come “Il bue e il convento”, “Cane rovinato”, “Il male dentro”, ma soprattutto “Il quadrato sui due cateti”, la sua opera migliore.
Senza accorgersene, perché cieco sin dalla nascita di sua sorella, cosa che gli causò una brutta bronchite, il 3 settembre si ritrovò tra le mani un pennello fatato, dono della maga Capriola, la maga a cottimo.
Il quadro che ne venne fuori era davvero incredibile, non tanto per le dimensioni, quanto per il prezzo.
Nessuno lo comprò e Whisky morì presto di stenti insieme al suo gatto Birra.
Tutti piansero il gatto.
Proprio tutti.
Povero gatto.

mercoledì 30 aprile 2014

L’asino e lo specchio.


Carabattolo era un asino simpatico e onesto.
Mai un furto, mai una rapina, mai un inseguimento, mai nemmeno un tentativo di corruzione.
Un asino onesto insomma, un asino come pochi.
Ogni sera si metteva davanti al suo desco e si chiedeva: “Ma cos’è il desco?”
E il desco giù a ridere a crepapelle.
Quando l’albero delle nocciole, suo grande amico, gli regalò il suo primo specchio, lui fu felice di prenderlo in dono.
Per sdebitarsi, gli regalò il suo desco, tanto non sapeva cosa farsene.
L’albero lo ringraziò scuotendo le fronde e facendo cadere su Carabattolo migliaia di nocciole.
Carabattolo morì all’istante.
Lo specchio si ruppe e anche da morto, il povero asinello, fu perseguitato da 7 anni di disgrazie.


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venerdì 29 novembre 2013

La piccola Rosaria e la sua stellina.


In barba alla legge sulla privacy, le stelle ci guardano, è risaputo e la piccola Rosaria ricambiava con molto piacere.
Non c'era notte che la bambina non si sedesse composta sul suo dondolo a bordo terrazzo ammirando gli astri e rinominandoli con estrema precisione: Bambagella, Cicala, Fetola, Fulgora, Psilla, Pediluvio, Sicofante e la sua preferita, chiamata Sputacchina.
Rosaria accarezzava con piglio e decisione il desiderio di andare su Sputacchina per visitarla; quel puntino luminoso la affascinava come nessuna bambola o tombolo erano in grado di fare.
Una notte, stretta nel suo giacchino di lana color mirto, Rosaria rimase al freddo ad ammirare la sua Sputacchina.
Fu un attimo. La stella venne colpita da un astro vagante, esplodendo in mille scintille.
Rosaria non poteva credere ai suoi occhi. Il suo gioiello del cielo aveva cessato di esistere in un lampo.
Disperata, si dette all'alcol e nel giro di qualche mese morì.
Dalla disperazione, anche i suoi cani si dettero all’alcol e nel giro di qualche mese morirono.

mercoledì 31 luglio 2013

Il re della savana.

Il leone si sa è tra i più feroci e temuti animali al mondo.
Nella savana quando la voce del re risuona negli spazi sconfinati tutto si ferma, e gli animali si impauriscono.
Tutti si inchinano al suo cospetto: zebre, cobra, scimmie, conigli nani, calcispongie, tonnidi, salamandre, ragni, franco e ciccio.
Il re è il re.
Quel giorno il leone si avventò contro la sua preda preferita: la gazzella centometrista, una specie rara quanto più succulenta delle altre, poiché più in carne, tenera e di compagnia, una volta morta.
Il re non sapeva cosa stesse per accadere: una lunghissima scossa di terremoto fece tremare la terra, sotto di lui si aprì una voragine profondissima in cui cadde violentemente.
Ma nulla può fermare un leone, si sa, a meno che un gigantesco Baobab non si stacchi dal terreno e decida di cadergli addosso massacrandolo di botte.

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lunedì 8 luglio 2013

Romeo e Giulieo.

Nell’asilo principale della città di Capuleto, c’erano due bambini amici per la pelle, nati purtroppo siamesi da due mamme diverse.
Si volevano un gran bene e siccome l’amicizia era stretta cercavano di passare più tempo possibile insieme.
Un giorno litigarono e decisero di separarsi, tra sofferenze e comprensibili dolori, ma l’amicizia rimase intatta.
Una notte, durante le lezioni serali all’asilo, un improvviso spostamento d’aria fece crollare la scuola.
Prontamente la maestra li salvò, ma i due bambini purtroppo non si salvarono.
La maestra fu fiera di averli salvati ma per i bambini non ci fu più niente da fare.

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lunedì 10 giugno 2013

Le tigri della malaria.

Tutte le grandi città ospitano almeno una volta nella loro vita un circo.
Ma non tutte hanno la fortuna di veder issare le tende del circo VIOLENTISSIMO, di Johnny e Ricky Violentissimo, due fratelli gemelli con 3 anni di differenza.
Johnny era il trapezista e Ricky la donna ombra.
Quando il circo VIOLENTISSIMO arrivò nella piccola città di Braghetta, tutte le ragazze del paese, le Braghette, ebbero il privilegio di assistere allo spettacolo delle “tigri della malaria”, uno spettacolo sontuoso, con mille gabbie e cerchi infuocati, fruste, violenza e morte per tutti.


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martedì 16 aprile 2013

La vecchia ciabatta di Tobia.

Tutti i bambini hanno giocato almeno una volta nella loro misera vita con Tobia, il clown più felice d’Italia.
Non c’era festa che non lo vedesse protagonista.
Tobia era sempre eternamente felice, sempre sorridente, sempre con quegli occhi spalancati, sempre in quella posizione divertente con la ciabatta in mano.
Sempre rigido, immobile, silenzioso.
Pareva morto.
Da quasi 20 anni.

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martedì 19 marzo 2013

La piccola venditrice di ferrettini.

C’era una volta una piccola creatura chiamata Beatrice che vendeva ferrettini per capelli in giro per le strade, vicoli ciechi e non.
Tutti le volevano un mondo di bene e dicevano: Che bella Beatrice! Povera piccola, compriamole qualche ferrino per capelli! Chissà dove vive e se ha bisogno di aiuto… Che ore saranno? Quanto costeranno i carciofi? Dove sono i suoi genitori?
Tutti facevano a gara per aiutarla e la chiamavano da ogni parte per darle una mano, tant’è che la piccola Beatrice morì di torcicollo a furia di girarsi per ascoltare la gente.
E a nulla poté il giovane imbianchino Fernando.

Quelli che hanno già cliccato qui siono diventati milionari in sogno!!! 

venerdì 15 marzo 2013

Il flautista incantatore


Non ci sono giornate più cupe e fastidiose delle giornate di pioggia.
Il flautista Gargaleo, figlio e padre al tempo stesso di Turgidosio, decise di dire basta a questa pioggia così brutta e antipatica e acida.
Disse: “Ora ne ho veramente abbastanza della pioggia. Ho finito tutta la pazienza che avevo messo da parte per la mia futura moglie. Ora basta, alla pioggia e alla moglie!”
Così uscì col suo flauto e cominciò a spifferare delle sinfonie magiche che da subito sortirono un effetto nullo.
Ma proprio niente.
Più suonava e più non succedeva veramente nulla.
Il vuoto totale.
Stanco e depresso, incontrò casualmente la donna della sua vita, Calorosa da Belluno.
Ma Gargaleo sfortunatamente aveva terminato ogni forma di pazienza, quadrata o tonda che fosse.
Per cui la mandò a quel paese. E lei ci andò volentieri.
Lui invece rimase solo col suo flauto che privo di ogni tipo di riconoscenza non lo riconobbe e se ne andò con un altro flautista.
A Gargaleo rimase solo la morte e subito dopo la vecchiaia.

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lunedì 11 marzo 2013

La perla magica.

Il fondo marino è scrigno di mille e mille pesci per un totale di duemila.
Oltre ai soliti lucci, ricci e tonni, nel mare cresceva una perla magica racchiusa in una conchiglia di madreperla.
Grande e smisurato era il potere di questa perla, tant’è che in molti tentarono di rubarla e farla propria. Ma niente.
Questo prezioso dono del mare, infatti, aveva la capacità di rendersi invisibile a tutti per cui nessuno riuscì mai a trovarla. Molti cominciarono a pensare fosse leggenda, finché un bimbo scettico che non credeva all’esistenza della perla la vide. Ma scambiandola per una biglia la scagliò contro uno squalo che si arrabbiò talmente tanto da mangiare bimbo, perla e squalo stesso.

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lunedì 4 marzo 2013

Tre frollini e tre denari.

Tutti noi amiamo curiosare tra i mille colori di un negozio di dolciumi.
Caramelle, liquirizie, superalcolici, cioccolatini, cioccolatini con superalcolici, gommose alla frutta con cuore superalcolico.
Vitino aveva il negozio di dolciumi più bello e colorato della città.
Era sempre pieno di gente e di bambini sorridenti e paciocconi.
Venne il giorno in cui Vitino disse: “voglio ingrandirmi, voglio almeno due vetrine in più”!
Per cui si mise subito d’impegno per raggiungere l’obiettivo.
Per cui disse “gambe in spalla!”, senza pensare però che mettere le gambe in spalla gli avrebbe procurato contorsione di muscoli e sciatica diffusa con conseguente cessazione di vita e infine di attività.

Clicca ui! In palio per te un palio! 




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